Il Re dei Formaggi
Ci sono viaggi affascinanti che si compiono nei luoghi e nel tempo, tra storie e tradizioni che muovono emozioni e ragione.
E talvolta la parte migliore è il ritorno.
Per il Parmigiano-Reggiano è così.
Il suo gusto unico e inimitabile è il ritorno da un lungo viaggio in nove secoli di storia, in una campagna fertile che va dall’Appennino al Po, in allevamenti e caseifici in cui si conserva la passione per le cose fatte con cura, in magazzini di stagionatura in cui lentamente matura ciò che di meglio gli uomini sanno fare per offrirvi una parte inconfondibile della natura.
Il Parmigiano-Reggiano è un formaggio straordinario, sorprendente negli aromi e nel gusto, tipico nella sua struttura.
Ma se ancora vi state chiedendo perché il Parmigiano-Reggiano da nove secoli è considerato il re dei formaggi, partiamo dall’inizio del viaggio.
E, intanto, preparatevi al ritorno.
Territorio
Il Parmigiano-Reggiano è prodotto esclusivamente nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena e parte delle province di Mantova e Bologna, tra pianure, colline e montagne racchiuse tra il Po e il Reno.
E’ in questo territorio che si concentrano i quattromila allevamenti in cui le bovine vengono alimentate con foraggi prodotti in quest’area.
E’ da questo profondo legame con un ambiente rispettato e tutelato che cominciano a formarsi le qualità uniche che caratterizzano il “re dei formaggi”.
L’alimentazione degli animali è curata nel rispetto di un rigido regolamento che impedisce l’uso di foraggi insilati e alimenti fermentati.
I costanti controlli sul latte avviato alla trasformazione hanno un obiettivo preciso: mantenerne alta la qualità e quelle particolari caratteristiche che consentono al Parmigiano-Reggiano di confermarsi, come è sempre stato, un prodotto del tutto naturale, assolutamente privo di additivi o conservanti.
Fin dal medioevo, quando i monaci benedettini avviarono la produzione di queste grandi forme destinate ad una lunga stagionatura, l’uomo ha solo unito le sue mani alla natura, lasciandola intatta e migliorando esclusivamente ciò che dall’uomo dipendeva.
Custodi e interpreti dei segreti legati all’assoluta artigianalità della lavorazione del latte, sono i maestri casari, che in centinaia di caseifici artigianali compiono quotidianamente gli stessi gesti, ma alla cui personale esperienza e sensibilità si legano indissolubilmente risultati diversamente apprezzabili per gusti e profumi.
Lavorazione
Ogni giorno, il latte della mungitura serale viene lasciato riposare sino al mattino in ampie vasche, nelle quali affiora spontaneamente la parte grassa, destinata alla produzione di burro.
Insieme al latte intero della mungitura del mattino, appena giunto dagli allevamenti il latte scremato della sera viene poi versato nelle tipiche caldaie di rame a forma di campana rovesciata, con l’aggiunta di caglio di vitello e del siero innesto, ricco di fermenti lattici naturali ottenuti dalla lavorazione del giorno precedente.
Il latte coagula in una decina di minuti.
La cagliata che si presenta viene frammentata in minuscoli granuli grazie ad un antico attrezzo detto spino.
E’ a questo punto che entra in scena il fuoco, per una cottura che raggiunge i 55 gradi centigradi, al termine della quale i granuli caseosi precipitano sul fondo della caldaia formando un’unica massa.
Dopo circa cinquanta minuti, la massa caseosa viene estratta, con sapienti movimenti, dal casaro.
Tagliato in due parti e avvolto nella tipica tela, il formaggio viene immesso in una fascera che gli darà la sua forma definitiva.
Con l’applicazione di una placca di caseina, ogni forma viene contrassegnata con un numero unico e progressivo che l’accompagnerà proprio come una carta d’identità.
Dopo poche ore, una speciale fascia marchiante incide sulla forma il mese e l’anno di produzione, il numero di matricola che contraddistingue il caseificio e l’inconfondibile scritta a puntini su tutta la circonferenza delle forme, che a distanza di pochi giorni vengono immerse in una soluzione satura di acqua e sale.
E’ una salatura per assorbimento che in poco meno di un mese conclude il ciclo di produzione e apre quello non meno affascinante della stagionatura.
Stagionatura ed Espertizzazione
Nel silenzio dei magazzini le forme si rincorrono in lunghe file.
Per ognuna di esse sono stati necessari circa 600 litri di latte, e l’impegno costante di allevatori e casari.
Ma il lavoro continua.
Lasciato riposare su tavole di legno, la parte esterna del formaggio si asciuga formando una crosta naturale, senza trattamenti, perciò perfettamente edibile.
Quella del Parmigiano-Reggiano è una storia lunga, ma è anche una storia lenta, che scorre al naturale ritmo delle stagioni.
La stagionatura minima è infatti di dodici mesi, ed è solo a quel punto che si potrà dire se ogni singola forma potrà conservare il nome che le è stato impresso all’origine.
Opera in 4 Atti- Parmigiano Reggiano por Lovinda
Este blog adolesce de toda pretensión y es un lugar donde iré acumulando material escrito videos y fotografías que me interese tener a mano...si por casualidad caes por aca, bienvenido(a). Ojalá encuentres algo que te sirva.
lunes, 2 de mayo de 2011
domingo, 1 de mayo de 2011
History of Left Handed People - sounds sinister!
It is fairly safe to assume that those interested in the history of left handed people, will indeed be left handed people themselves. Right-handed people basically take their dominance for granted. However, it is a fascinating subject for all, because almost everybody knows a “leftie”, be it family member, close friend, work colleague, school pal, whoever.
Looking into the history of left handed people will shock today’s generation when they learn that in previous centuries, they would be spanked in school and chastised at home for being different. Their left hands would be tied behind their backs, in an effort to force them to write with their “correct” hand.
There used to be extreme and severe suspicions of anything left. In the history of left handed people, the Latin term for left is sinister, which in modern English can be interpreted as meaning “evil”; “menacing”; or “threatening”. By contrast, “dexter” is the Latin word for right, which is used in a complimentary way when talking of someone well skilled in the hands, i.e. “dexterous”.
In researching the history of left handed people, scientists have discovered that the left-hander uses both sides of their brain evenly, while the right-hander is controlled more from the left. One theory, with regard to hand preference, is that it is determined from two manifestations of a gene at the same point. These genes are referred to as the “C ” and “D” genes. The D gene is more numerous and consequently leads to the majority of the population favouring their right-hand. The C gene is less likely to occur, but when it does, the hand preference of the individual will be split 50/50 between right and left.
Throughout the history of left handed people, there has been many only too willing to cast disparaging remarks. One such person was a 19th-century Italian criminologist named Cesare Lombroso , who famously spoke of “Left-handedness being a stigma of degeneracy”. Such statements have thankfully long since disappeared from the views of the world, and it is worth remembering that, if ever on the receiving end of any derogatory comments from a “rightie”; the left side of your brain controls the right side of your body, and the right side of your brain controls the left side of your body; so only left handed people are in their right mind!
Francis Cabrel "L'encre de tes yeux"
Francis Cabrel L'encre de tes Yeux
Puisqu'on ne vivra jamais tous les deux
Puisqu'on est fous, puisqu'on est seuls
Puisqu'ils sont si nombreux
Même la morale parle pour eux
J'aimerais quand même te dire
Tout ce que j'ai pu écrire
Je l'ai puisé à l'encre de tes yeux.
Je n'avais pas vu que tu portais des chaînes
À trop vouloir te regarder,
J'en oubliais les miennes
On rêvait de Venise et de liberté
J'aimerais quand même te dire
Tout ce que j'ai pu écrire
C'est ton sourire qui me l'a dicté.
Tu viendras longtemps marcher dans mes rêves
Tu viendras toujours du côté
Où le soleil se lève
Et si malgré ça j'arrive à t'oublier
J'aimerais quand même te dire
Tout ce que j'ai pu écrire
Aura longtemps le parfum des regrets.
Mais puisqu'on ne vivra jamais tous les deux
Puisqu'on est fous, puisqu'on est seuls
Puisqu'ils sont si nombreux
Même la morale parle pour eux
J'aimerais quand même te dire
Tout ce que j'ai pu écrire
Je l'ai puisé à l'encre de tes yeux.
Instantes,
Poema atribuido a Borges, pero cuyo real autor sería Don Herold o Nadine Stair.
Si pudiera vivir nuevamente mi vida,
en la próxima trataría de cometer más errores.
No intentaría ser tan perfecto, me relajaría más.
Sería más tonto de lo que he sido,
de hecho tomaría muy pocas cosas con seriedad.
Sería menos higiénico.
Correría más riesgos,
haría más viajes,
contemplaría más atardeceres,
subiría más montañas, nadaría más ríos.
Iría a más lugares adonde nunca he ido,
comería más helados y menos habas,
tendría más problemas reales y menos imaginarios.
Yo fui una de esas personas que vivió sensata
y prolíficamente cada minuto de su vida;
claro que tuve momentos de alegría.
Pero si pudiera volver atrás trataría
de tener solamente buenos momentos.
Por si no lo saben, de eso está hecha la vida,
sólo de momentos; no te pierdas el ahora.
Yo era uno de esos que nunca
iban a ninguna parte sin un termómetro,
una bolsa de agua caliente,
un paraguas y un paracaídas;
si pudiera volver a vivir, viajaría más liviano.
Si pudiera volver a vivir
comenzaría a andar descalzo a principios
de la primavera
y seguiría descalzo hasta concluir el otoño.
Daría más vueltas en calesita,
contemplaría más amaneceres,
y jugaría con más niños,
si tuviera otra vez vida por delante.
Pero ya ven, tengo 85 años...
y sé que me estoy muriendo.
Hey, Soul Sister. Train Band
"Hey, Soul Sister" is a song by the American rock band Train, written by Patrick Monahan, Amund Bjørklund, and Espen Lind. It was released as the lead single from the band's fifth studio album, Save Me San Francisco. The song reached number three on the Billboard Hot 100 chart and is their highest charting song to date. It is also the band's most commercially successful single to date, reaching number one in sixteen countries. As of January 6, 2011, it has sold over five million digital copies in the US. It is the 8th most downloaded song in history, the most downloaded song of all time for Columbia Records, the top-selling song on iTunes in 2010 and the second overall best-selling song in the US in 2010. The single received a quintuple platinum certification by the RIAA on February 14, 2011 .The live version of "Hey, Soul Sister" garnered a Grammy Award for Train at the 53rd Annual Grammy Awards. The song was not eligible for any Grammy in the General Field.
Charice Pempengco
Ieri ho deciso di rimanere a casa e devo dire che ho fatto bene, perché le mie orecchie hanno sentito una melodia e una voce spettacolare nascosta in una ragazza di 16 anni, il suo nome è Charice Pempengco.
Questa ragazza di origine Filippine,ha già duettato con Andrea Bocelli e Celine Dion e quando si parla del "x factor" su Rai2 del "talento" su Canale 5 si parla di una piccola quantità di talento ma in questa ragazza c'è un sacco di talento, ieri in un programma di Rai1 "ti lascio una canzone", con lo straordinario ritorno di Antonella Clerici, si è esibita Charice in 3 brani due da sola tra cui Listen di Beyoncè e un duetto con i giovani talenti del programma, pensate che ha dovuto anche replicare alla fine, è stata spettacolare!
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